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11Amedeo Maiuri per B.I.TU.S Borsa Internazionale del Turismo Scolastico e della Didattica Fuori dalla Classe

Amedeo Maiuri

Archeologo. Dal 1927 portò alla luce Ercolano, scavò tutta l’area orientale di Pompei [Veroli, 1886 – Napoli, 1963]

Approfondimenti

11Amedeo Maiuri per B.I.TU.S Borsa Internazionale del Turismo Scolastico e della Didattica Fuori dalla Classe

Short Bio

Veroli, 7 gennaio 1886 – Napoli, 7 aprile 1963

La B.I.TU.S Borsa Internazionale del Turismo Scolastico e della Didattica Fuori della Classe ha intitolato l’Arena Conference del Parco dell’Ex Real Real Polverificio Borbonico nel Parco Archeologico di Pompei a Amedeo Maiuri.

Amedeo Maiuridal 1924 fu sovrintendente alle Antichità di Napoli e del Mezzogiorno e direttore del Museo Archeologico di Napoli. 

Dal 1936 ottenne per chiara fama  la cattedra di Antichità Pompeiane ed Ercolanesi all’Università degli Studi di Napoli Federico II.

A partire dal 1927 portò alla luce Ercolano, interrompendo definitivamente il sistema di scavo per cunicoli sotterranei.

Scavò tutta l’area orientale di Pompei, e ne facilitò la fruizione turistica sgomberando la terra di riporto che era stata accumulata ai margini ed ostruiva la visione del sito.

Restaurò strutture, creò l’Antiquarium, e realizzò importanti servizi, quali le biglietterie, i giardini e l’illuminazione.

Iscritto alla facoltà di Lettere alla Sapienza, fu allievo di Nicola Porta, con il quale discusse una tesi in letteratura bizantina sul poeta Teodoro Prodromo, e di Federico Halbherr, che gli consigliò di partecipare ad un concorso per un posto nella scuola archeologica di Roma e d’Atene.

Divenuto ispettore al Museo nazionale di Napoli, si trasferì nella città partenopea.

Nel periodo tra il 1913 e il 1924 fu incaricato di una missione archeologica nell’Egeo, assumendo la carica di direttore del museo archeologico di Rodi e sovraintendente agli scavi nel Dodecanneso.

Scavò in quegli anni, in particolare, a Kalymnos, e anche ad Alicarnasso.

Dopo il fruttuoso lavoro svolto come direttore del museo e degli scavi rientrò in Italia, nominato, nel 1924, sovrintendente alle Antichità di Napoli e del Mezzogiorno, e anche direttore del museo archeologico di Napoli.

Durante la Seconda guerra mondiale si prodigò per mettere in salvo le collezioni dai bombardamenti alleati, e cercò di salvaguardare gli scavi di Pompei da attività militari, ma senza riuscire ad evitare che i bombardamenti alleati su Napoli provocassero gravi danni.

Pur essendo stato coinvolto nel regime fascista in quanto alto funzionario pubblico, membro della Regia Accademia d’Italia, collaboratore per l’organizzazione della Mostra Augustea della Romanità del 1937, Maiuri attraversò indenne le epurazioni postbelliche, e fu anzi nominato, dal Governo Badoglio, reggente della Direzione che già governava, e che continuò a tenere fino ai 75 anni.

Dal 1936 tenne la cattedra di Antichità Pompeiane ed Ercolanesi all’Università degli Studi di Napoli Federico II, e dal 1951 al 1956 quella di Storia Romana all’Istituto Suor Orsola Benincasa.

Fu corrispondente dell’Accademia dei Lincei dal 1928, socio nazionale dal 1936 (riammesso già nel 1946).

 

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