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11Rossella Giglio a B.I.TU.S Borsa Inernazionale del Turismo Scolastico e della Didattica Fuori dalla Classe

Rossella Giglio

Direttrice Parco Archeologico di Segesta

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11Parco Archeologico di Segesta a B.I.TU.S Borsa Internazionale del Turismo scolastico e della Didattica Fuori dalla Classe

Short Bio

Caterina Greco da luglio 2018 è la Direttrice del  Parco Archeologico di Segesta. 

Rossella Giglio, archeologa di Marsala, guida uno dei siti di maggiore interesse turistico regionale, subentra all’architetto Luigi Biundo dopo un breve ad interim a seguito del pensionamento di Agata Villa che ha diretto brillantemente il parco  archeologico per 4 anni.

Rossella Giglio ha alle spalle un ricco curriculum che la vede già dal 1990 dirigente dell’Assessorato per i Beni Culturali ed Ambientali della Regione Siciliana e fino a luglio 2018 direttore del Servizio per i beni archeologici presso la Soprintendenza di Trapani.

Archeologa nota per aver diretto ricerche archeologiche nel territorio siciliano e all’estero in Asia Minore.

E’ già stata responsabile dei Parchi Archeologici di Selinunte, Segesta, Marsala e del Museo Whitaker.

Il Parco Archeologico di Segesta sorge sul sito della più importante città elima di Sicilia: secondo autorevoli fonti questa popolazione avrebbe origini troiane, mentre i dati archeologici denotano una provenienza insulare. 

Il territorio della città antica si distingue per la presenza di due acropoli posizionate sulle cime del Monte Barbaro: già a partire dalla fine del secolo VI a.C. questa particolarità consente di attestare le linee di difesa lungo i settori meno accessibili dei rilievi, provvedendo a fortificare artificialmente con porte, torri e muragliere i punti più esposti alle incursioni, mentre restano tagliati fuori dal circuito difensivo il Tempio Dorico ed il Santuario Demetriaco di Contrada Mango, frequentato tra VI e V sec. a.C.

L’importanza ed il ruolo rivestito da Segesta nel panorama del Mediterraneo antico è documentato dai rapporti diplomatici intrattenuti con città di primissimo piano come Atene e Cartagine, con le quali stringe accordi per contrastare le mire espansionistiche di Selinunte.

Tuttavia, nel 409 a.C. la città viene conquistata dai Cartaginesi e con buona probabilità il mancato completamento del Tempio Dorico è proprio da imputare a questo episodio.

Nel 307 a.C. la città viene distrutta dal tiranno siracusano Agatocle, e rifondata col nome di Diceopoli.

Nel Corso della Prima Guerra Punica, riabilitato l’antico nome, la comunità si schiera con Roma e in virtù della comune discendenza troiana ottiene l’esenzione dai tributi: ripianificata urbanisticamente, Segesta assume un impianto scenografico similare a quello delle grandi città d’Asia Minore.

A cavallo tra I sec. a.C. ed il secolo successivo, il settore difensivo nell’area di Porta di Valle cade in disuso e sui suoi ruderi viene innalzato un frantoio: le difese arretrano, e si attestano sui settori nord e ovest mediante mura di cinta che terminano con gli accessi fortificati di Porta Teatro e Porta Bastione.

L’acropoli Nord è un’area densa di storia. Presso la terrazza superiore dell’agorà è localizzato il bouleuterion cittadino.

È possibile datare il teatro al II sec. a.C.: oltre a sorgere in un punto molto scenografico, lungo il lato occidentale la struttura ingloba una grotta che è sede di una fonte sacra, già al centro di particolari culti in epoca preistorica. 

La frequentazione del contesto continua anche dopo le incursioni vandale.

Nel XIII secolo in quest’area si struttura un palazzo coevo al vicino castello, innalzato nei pressi del teatro: questa fase di frequentazione del sito viene messa in relazione alla presenza di genti arabe. 

Sempre nel XIII secolo viene a strutturarsi anche il “castello”, abitazione fortificata con cortile in cima all’acropoli afferente però ad una occupazione da parte di genti di credo cristiano: le evidenze relative agli elementi arabi sembrano cessare. Anche la frequentazione del castello non sembra superare la metà dello stesso secolo.

Sempre tra XII e XIII secolo viene edificata una basilica funzionale all’abitato: nei pressi viene ricavato anche un cimitero cristiano che reimpiega precedenti abitazioni, afferenti alla frequentazione araba.

Nel 1442 la comunità cristiana di Calatafimi finanzia la costruzione della cappella rurale a navata unica di San Leone, edificata sui ruderi della precedente basilica e abbandonata appena tre secoli dopo.

Dove e quando

31 Marzo 202217.30 : 18.10

Presentazione della Guida de La Repubblica ai Sapori e ai Piaceri *SICILIA Regno dell’Archeologia*

Arena Amedeo Maiuri dell'Ex Real Polverificio Borbonico, Parco Archeologico di Pompei. Trasmesso in STREAMING, riavvolgi il VIDEO completo

Riavvolgi il VIDEO completo

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